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Addio al grande Gigi Proietti

di Valeria Lentini

Il teatro come passione e talento. E ardimento, anche: con il coraggio, condito di sapiente ironia, di innovare le scene partendo dalla tradizione. Gigi Proietti ci ha lasciati, e lo ha fatto nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Inutile girarci intorno: l’Italia, già afflitta dalla peste bubbonica del 2020, il maledetto Coronavirus che continua a rosicchiare pezzi di vita, non era pronta ad affrontare questo lutto. Un lutto che assume le dimensioni del talento di Gigi Proietti: dimensioni ineffabili, angosciose e tonitruanti.

Il maestro Gigi Proietti se n’è andato alle 5.30 di oggi: da circa due settimane era ricoverato in una clinica romana per problemi cardiaci. Sempre circondato dalla sua famiglia, che lo ha assistitito amorevolmente fino all’ultimo. La grandezza di Proietti affondava le sue radici anche nella serena normalità della famiglia, unitissima a partire dall’incontro, avvenuto nel 1962, con Sagitta Alter, ex guida turistica svedese madre delle due figlie Susanna e Carlotta, entrambe impegnate nel mondo dello spettacolo.

Altissimo fisicamente – 1,87 centimetri di altezza – a differenza di tanti assommava alla statura fisica anche quella morale: questo gli ha consentito di muoversi nel mondo, e sul suo adorato palcoscenico, con quella generosità e semplicità che solo i veri grandi possono permettersi. Generosità in virtù della quale l’attore ha deciso, nel 2016, di devolvere gli incassi di uno spettacolo del Globe Theatre, da lui fondato e diretto, ad Amatrice, comune piagato dal terremoto.

Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali, lo ricorda così: <<Con Gigi Proietti scompare un grande protagonista della commedia italiana, un uomo di cinema e di teatro che ha vissuto intensamente la sua arte, apprezzato da milioni di italiani. Un maestro, un artista geniale che ha saputo realizzare i suoi sogni con generosità, facendo vivere realtà come il Globe Theatre a Villa Borghese, il Brancaccio e la sua scuola di recitazione che sono stati una vera e propria fucina di nuovi talenti. La sua risata sonora, il suo sguardo magnetico, la sua voce profonda, la sua genuina romanità ci mancheranno>>.

Indimenticabili tante sue interpretazioni, non solo a teatro ma anche in tv: la fiction “Il Maresciallo Rocca“, tanto per citarne una, ha legato in modo indissolubile il sorriso di Proietti all’Arma dei Carabinieri. E ne “Una pallottola nel cuore” ha interpretato un giornalista pieno di coraggio e umanità. Doti che Gigi Proietti aveva davvero.

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