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Ritrovate ossa sotto un palazzo del Vaticano: sono di Emanuela Orlandi?

di Valeria Lentini

Al netto della necessaria prudenza, quello che è successo a Roma potrebbe configurarsi come un vero colpo di scena in ordine al caso di Emanuela Orlandi. I fatti: lo scorso 29 ottobre, durante alcuni lavori di ristrutturazione negli scantinati di Villa Giorgina, palazzo sede della Nunziatura apostolica in Italia  e quindi protetto da extraterritorialità, sono state ritrovate alcune ossa. Villa Giorgina si trova nel quartiere Salario, in via Po 27: qui risiedono l’arcivescovo Emil Paul Tscherrig e il personale di rappresentanza.

La Procura di Roma, in seguito al ritrovamento delle ossa, ha aperto un fascicolo contro ignoti: l’ipotesi di reato formulata è omicidio. Va detto che al momento non si sa quale sia l’epoca dell’occultamento, occorreranno inoltre certosine analisi per stabilire genere ed età della persona a cui i poveri resti appartengono.  In pratica al momento non è dato sapere nemmeno se le ossa siano ascrivibili ad un uomo o a una donna. Resta il fatto che la mente di tutti è andata subito ad Emanuela Orlandi ma anche a Mirella Gregori, scomparsa sempre a Roma nello stesso anno.

La Sala Stampa della Santa Sede si è affrettata a rilasciare un comunicato. «Durante alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura apostolica in Italia – si legge –  sono stati rinvenuti alcuni frammenti ossei umani. Il Corpo della Gendarmeria è prontamente intervenuto sul posto, informando i superiori della Santa Sede che hanno immediatamente informato le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda». Secondo quanto riportato ancora nel comunicato, il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, «ha delegato la Polizia scientifica e la Squadra mobile della Questura di Roma al fine di stabilirne l’età, il sesso e la datazione della morte». Le ossa sono subito state affidate  agli esperti scientifici per le analisi di laboratorio:  grazie alle comparazioni si potrà scoprire a chi appartengano.

La vicenda che coinvolge Emanuela Orlandi ha assunto i connotati di un giallo internazionale: la ragazza, cittadina vaticana, fu rapita a 15 anni il 22 giugno 1983 all’uscita dalla scuola di musica situata in piazza Sant’Apollinare a Roma, a pochi passi da Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Negli anni si sono susseguiti presunti colpi di scena, svariate piste investigative e soprattutto numerosi depistaggi. Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, non ha mai smesso di cercare la sorella e ha anche promosso una petizione per chiedere alla Procura di Roma di non archiviare il caso e al Vaticano di fare luce in maniera definitiva sulla sparizione della giovane. Va detto che solo un mese prima del rapimento di Emanuela Orlandi analoga sorte toccò a Mirella Gregori, sparita nel nulla a 15 anni il 7 maggio 1983, sempre a Roma. Fino ad oggi, non si è più saputo nulla né di Emanuela né di Mirella. La speranza è che il ritrovamento delle ossa possa fare luce su entrambi i casi e dare così un po’ di requie all’angoscia che da 35 anni attanaglia due famiglie per bene.

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