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L’italian style in cucina secondo lo chef Alessandro Borghese

 

Secondo l’antropologo Jean Brunhes <<Mangiare è incorporare un territorio>>. E del territorio siciliano Alessandro Borghese ha compreso l’intima sapidità. I colori e i profumi della Sicilia hanno incantato lo chef, in trasferta sull’isola per girare alcune puntate del programma 4 ristoranti e per un live cooking al Superstore Decò di Giardini Naxos. Intervista di Valeria Lentini. (Per ascoltare l’intervista clicca sul link sottostante)

Alessandro Borghese, non hai bisogno di presentazioni. La Sicilia ti ha accolto con un affetto incredibile. Quali sensazioni hai provato qui a Giardini Naxos?  

Mi sono divertito tanto, ho trovato molto calore, divertimento, persone entusiaste che volevano venire a vedere alcuni miei piatti. Ovviamente sono in Sicilia anche per il programma 4 ristoranti. La Sicilia è meravigliosa, parliamo di colori, sapori, profumi… quindi  sto girando  in lungo e in largo. Ho un carattere molto amichevole, perciò mi fermo ogni cinque secondi a fare una chiacchiera con qualcuno. Poi la Sicilia è bella, ci sono tanti prodotti buoni, qui si mangia e si beve bene… Ogni volta la riscopro e mi pento di dover subito scappare per andare da un’altra parte.

Tu hai un’esperienza ventennale nel settore della gastronomia. Rispetto a quando hai iniziato, com’è cambiato il mondo della cucina?

E’ cambiato tanto, prima era un mondo dove stavamo in pochi, più nascosti, meno mediatici. E’ un lavoro duro, che ti porta a lavorare tantissime ore al giorno, in piedi, nel caldo delle cucine. Non c’erano i giornali, non c’erano le interviste, non c’era la televisione gastronomica che ha poi portato in alto la cucina italiana. Il fatto che ci sia tanta mediaticità secondo me fa bene al prodotto Italia, al chilometro Italia, alla cucina italiana e ai giovani che poi si sono appassionati a questo mondo.

Che cosa consigli a chi vorrebbe intraprendere la tua carriera?

La prima cosa da fare è studiare, poi la gavetta è fondamentale. Questo è un mestiere che non si può imparare sui libri. Io incontro tantissime persone che hanno letto tanto, però la pratica è tutta un’altra cosa. Questo è un lavoro in cui bisogna mettere le mani in pasta, conoscere i produttori, la materia prima. Consiglio di viaggiare tanto, di fare esperienze all’estero, di provare piccole esperienze come raccogliere le olive, fare il formaggio o il vino… Esperienze di prima mano, anche all’estero, dove sono molto bravi a lavorare in gruppo. Poi rientrare in Italia con un bel bagaglio d’esperienza: il nostro è il Paese più bello che c’è, con una grande vastità di materia prima da nord a sud, che ci invidia tutto il mondo. Bisogna lavorare in Italia, ma anche fare tanta esperienza fuori. Questo è un mestiere difficile: non fatevi ingannare dalla televisione!

Tu vivi tra Italia, Stati Uniti e Inghilterra. Sotto il profilo culinario, che cosa questi due Paesi esteri hanno da imparare dall’Italia?

La semplicità! E poi la dieta mediterranea, la capacità di mettere gli alimenti insieme in maniera semplice ma esteticamente bella, profumata. Abbiamo quel modo di fare italian style che all’estero non c’è, ce l’abbiamo solo noi. Però bisogna lavorare un po’ da tutte le parti anche per godere di quello che c’è qua. Tante volte uno non si accorge delle fortune che ha intorno se non va fuori a vedere che cosa c’è in giro per il mondo.

Tu sei anche giudice dell’edizione italiana di Junior MasterChef. Che cosa noti in questi chef in erba?

Che hanno una grande passione. Poi i bambini hanno fantasia, amano la cucina proprio per il boom dei programmi televisivi, si sono avvicinati a questo mondo ed è una cosa bella perché altrimenti c’è il rischio di perdere le tradizioni di cui noi siamo stracolmi da paese a paese. Ognuno ha un proprio modo di fare qualsiasi piatto, dal macco con le fave alla cassoeula, però i giovani sono quelli che devono portare avanti questa tradizione.

La tua ricetta preferita?

Io sono un pastasciuttaro… Avendo un negozio di pasta fresca a Milano, per me paste ripiene, fettuccine, pappardelle, anche con un sugo semplice semplice, parmigiano e basilico, vanno più che bene!

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