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La verità del vino e le nevi dell’Etna. Intervista ad Andrea Franchetti

Il 3 aprile il Castello Romeo di Randazzo (Catania) ha accolto l’edizione 2017 di Contrade dell’Etna, evento dedicato ai vini di altissima qualità ideato nel 2008 da Andrea Franchetti. Proprio a lui abbiamo rivolto alcune domande su quest’angolo di Sicilia sempre più apprezzato a livello nazionale e non solo. Intervista di Valeria Lentini. (Per ascoltare l’intervista clicca sul link sottostante).

A che cosa si deve il successo dei prodotti enogastronomici dell’Etna?

E’ un mistero… Le persone cercano sempre di più un posto di terreno autentico in cui il vino viene proprio da lì e non da altrove. Il bisogno di afferrarsi alle cose autentiche, dove il cervello sente di non smarrirsi nella comunicazione e basta. E questo forse lo spiega. Poi c’è una specie di scena che attrae, di specchi, che sono le nevi dell’Etna, il mare, la Sicilia… tutto questo è meraviglioso e la gente è attratta come falene dalla luce. Quindi è il senso di verità: il vino che proviene da quella stessa lava che tu stai pestando con i piedi dà un piacere che spiega anche il successo del vino in genere. Di qualità.

L’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino ha stilato un prontuario sulla comunicazione del vino, incardinato su tre princìpi: verità, semplicità e chiarezza. Secondo lei questi princìpi vanno bene anche per i vini dell’Etna o serve altro?

Secondo me sono necessarie non solo verità semplicità e chiarezza ma anche qualcosa che sfida un po’ di più le capacità di capire delle persone: ci sono anche raffinatezza e altissima qualità che non sono una cosa naturale bensì il frutto di un lavoro artificioso che fa l’essere umano e che le persone sono chiamate a capire. Altrimenti non c’è una vera cultura. Non basta la semplicità.

Quest’anno, per la prima volta, Contrade dell’Etna si tiene fuori da una cantina per motivi di capienza. In futuro lei che cosa prevede per questa manifestazione internazionale?

Per ora sto guardando se basta il posto qua! Prima si vedevano i prati, ora è tutto gremito di persone, vediamo… Credo che forse lo prolungheremo. Consideri comunque che per il 99% sono siciliani, è un festone siciliano.

Che cosa si augura per il vino dell’Etna?

Mi auguro che parecchi produttori posseduti dalla mania del vino vengano qua, oltre a quelli che già ci sono, perché alla fine il gran successo verrà solo dalla qualità.

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