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Sicilia, sanatoria edilizia sventata. Legambiente: “Hanno vinto gli onesti”

In Sicilia ha vinto l’ambiente, almeno per una volta. E’ stato infatti dichiarato inammissibile l’emendamento proposto da alcuni deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana che avrebbe consentito di sanare le case costruite entro i 150 metri dalla battigia: lo stop è arrivato dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che ha rilevato profili di incostituzionalità dell’emendamento, ritenendolo appunto non ammissibile. Contro l’ennesimo scempio si era apertamente schierato l’Esecutivo. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti aveva tuonato: <<Siamo pronti a impugnare dinanzi alla Corte costituzionale ogni legge che permetta condoni edilizi>>.

Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, commenta: <<Dopo le pressioni esercitate, le lettere e la risonanza nazionale che ha suscitato la nostra protesta, la parte onesta della Sicilia ha vinto. Esprimiamo, quindi, soddisfazione per la decisione presa dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che ha ritenuto incostituzionale, e pertanto inammissibile, l’emendamento sulla sanatoria, evitando alla Sicilia ed ai siciliani l’ennesima vergogna. Ci fa comunque, riflettere, e non poco – conclude Zanna – il fatto che in questi giorni molti politici non si siano pronunciati, mentre altri lo hanno fatto ma in maniera poco chiara ed ambigua, segno che è ancora forte quella politica che ancora ammicca agli abusivi>>.

Tra gli insorti contro l’ennesimo tentativo di legittimare l’abusivismo c’è il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che alla fine di luglio aveva dichiarato:<<L’approvazione di un emendamento che sanerebbe le costruzioni abusive sulle coste siciliane sarebbe una vera iattura per la nostra Regione. Sarebbe una iattura anzitutto per chi in questi anni è intervenuto  con determinazione ed efficacia con decine di abbattimenti di costruzioni abusive in aree protette, in leale collaborazione con l’Autorità  giudiziaria. Questa inaccettabile scelta può essere evitata. Anzitutto rigorosa è la decisione di non concedere il voto segreto in una materia come questa. Si valuti, ancora, l’ammissibilità dell’emendamento. I dubbi appaiono assai fondati. Si dichiari, infine – aveva concluso Bianco – che ove l’emendamento fosse inopinatamente approvato, il disegno di Legge verrebbe immediatamente ritirato e chi deve comprendere comprenderà che non c’è più spazio in Sicilia per aggressioni al territorio>>.

Insomma, il mese più caldo dell’anno inizia con una vittoria e con una certezza: sull’ambiente non bisogna mai abbassare la guardia. Specialmente in una terra meravigliosa e martoriata come la Sicilia.

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