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“La Spina. Dall’agro Vaticano a via della Conciliazione”: mostra ai Musei Capitolini

Veduta di Tor di Nona

Dal 22 luglio al 20 novembre i Musei Capitolini ospitano la mostra dal titolo La Spina. Dall’agro Vaticano a via della Conciliazione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e curata da Laura Petacco e Claudio Parisi Presicce. <<Questa – ha chiarito Laura Petacco – non è una mostra sulla Roma scomparsa e sulle demolizioni, bensì un’indagine su come è cambiato quel territorio>>.

 L’esposizione propone un viaggio nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l’arredo urbano. Il filo rosso della mostra è la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, e di corpo estraneo che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città.

La demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione materializzarono la fine del dissidio tra Stato e Chiesa grazie ai Patti Lateranensi: il pesante intervento si giustifica infatti con la volontà di modificare la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico.

I visitatori si addentrano in questo viaggio a ritroso nel tempo con un inizio “immersivo”, grazie a una videoinstallazione curata dall’Istituto Luce e una prima localizzazione topografica dei luoghi al centro dell’esposizione; segue il racconto delle fasi di vita e di occupazione dell’area vaticana. Le trasformazioni della zona sono illustrate attraverso cartografie storiche, reperti archeologici, materiali architettonici, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti, fotografie e plastici,  alcuni dei quali mai esposti prima.

 L’esposizione è suddivisa in tre sezioni: Prima della Spina; La Spina dei Borghi; Cavare la “spina” a San Pietro. Per comprendere il senso della mostra, è utile fare un passo indietro nella storia. Escluso dal perimetro delle mura, povero e malsano a causa dei frequenti straripamenti del Tevere, questo territorio iniziò a esercitare una forte attrazione  urbanistica su Roma solo a partire dalla prima età imperiale. A seguito di interventi di bonifica furono realizzate le prime ville suburbane, le più famose delle quali appartenevano ad Agrippina e Domizia. Lungo le principali strade extra urbane, la via Triumphalis e la via Cornelia, si addensarono diversi monumenti funerari (tra le memorie più evidenti, oggi, il mausoleo di Adriano e le necropoli vaticane).

Se il termine “Vaticano” è adesso immediatamente riconducibile a San Pietro e al cristianesimo, in età imperiale ebbe una valenza fortemente pagana: quest’area infatti ospitò un luogo di culto dedicato alla dea Cibele – chiamato appunto Vaticanum – frequentato ancora fin quasi alla fine del IV sec. d.C., in compresenza e forse in contrapposizione al cristianesimo. Per ulteriori informazioni, http://www.museicapitolini.org.

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