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Strage di Viareggio, 7 anni dopo: aspettando la sentenza e con l’incubo della prescrizione

Ad una manciata di giorni dal settimo anniversario della strage di Viareggio, manca ancora la sentenza di primo grado e, non bastasse, si avvicina a larghe falcate la mannaia della prescrizione per alcuni titoli di reato. A dicembre di quest’anno le accuse di incendio colposo e lesioni personali colpose,  rivolte ai 42 imputati (di cui 33 persone fisiche e 9 persone giuridiche), cadranno in prescrizione.

I fatti sono tristemente noti: il 29 giugno 2009, alle 23.50, il treno merci 50325 partito da Trecate e diretto a Gricignano, giunge alla stazione di Viareggio e deraglia. Il gas contenuto in una cisterna contenente Gpl fuoriesce, dando vita ad un incendio di vastissime proporzioni. Le fiamme fagocitano tutta l’area intorno alla stazione, abitazioni comprese. Il bilancio dei morti è impressionante: a causa dell’incidente perdono la vita 32 persone e 25 riportano ferite e ustioni gravissime.

Il 18 luglio 2013 il Gup di Lucca Alessandro Dal Torrione rinvia a giudizio 33 imputati, tra cui i vertici delle Ferrovie dello Stato, e fissa al 13 novembre 2013 la data di inizio della prima udienza del processo per la strage. Comprensibili le polemiche scatenate dalla decisione dello Stato italiano di non costituirsi parte civile al processo, nonostante la richiesta giunta dai familiari delle vittime e dal sindaco di Viareggio, Leonardo Betti.

Sul banco degli imputati finisce anche la multinazionale americana Gatx (General American Transportation Corporation), proprietaria dei carri cisterna esplosi a Viareggio. Questa società proprio negli Stati Uniti è stata peraltro inserita in una lista nera in quanto responsabile di numerosi e gravi incidenti ferroviari avvenuti nel mondo.

In questa brutta vicenda il rischio è anche quello di perdersi appresso ai tecnicismi, dimenticando che dietro ai 32 nomi delle vittime ci sono storie, vite, gioie e dolori che un giorno hanno smesso di essere per un incidente che avrebbe potuto essere evitato, se tutte le persone preposte avessero compiuto il proprio dovere. La sentenza di primo grado dovrebbe essere emessa in autunno. Restiamo tutti in attesa, anche in nome di coloro i quali, pensando alla stazione di Viareggio, sentono la morte nel cuore perché in un giorno di giugno lì hanno perso figli, nipoti, mogli, mariti e genitori.

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