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Arginare l’uso dei pesticidi per tutelare l’ambiente e la salute collettiva: la petizione di Civiltà Verde

<<In natura non ci sono né ricompense né punizioni: ci sono conseguenze>>. Questa riflessione di Robert Green Ingersoll sembra il punto di partenza ideale per l’associazione Civiltà Verde onlus, impegnata su un fronte delicato e controverso, quello dei pesticidi, le sostanze chimiche impiegate in agricoltura nell’eliminazione degli organismi parassiti (animali o vegetali) che danneggiano le piante coltivate e compromettono la produttività del terreno e la qualità del raccolto.  Civiltà Verde è stata costituita con obiettivi chiari: far approvare un disegno di legge a tutela delle persone che vivono nelle zone agricole; fornire informazioni e assistenza legale a chi subisce l’effetto derivante dall’uso di pesticidi sul proprio territorio o su suolo pubblico; sostenere le iniziative a favore dei distretti biologici e dell’agroecologia; promuovere la consapevolezza sui pericoli legati all’utilizzo dei prodotti fitosanitari; creare una rete diretta tra produttori e consumatori di biologico.
Questo impegno associativo prende le mosse dalla legge suprema dello Stato italiano: la Costituzione tutela infatti la salute come diritto fondamentale dell’individuo. E questo principio, per i volontari di Civiltà Verde, deve essere esteso proprio a chiunque, incluso chi abita nei pressi di terreni coltivati in maniera intensiva, così come gli stessi agricoltori che su quei campi lavorano con fatica.

L’Associazione Civiltà Verde onlus chiede che la legge sull’erogazione dei prodotti fitosanitari sia più restrittiva, chiara e non soggetta ad interpretazioni. Per questo motivo è stata avviata una petizione, orientata a tutelare le persone che vivono in prossimità di zone agricole. Tramite la petizione, i volontari di Civilità Verde chiedono il rispetto di una distanza di sicurezza non inferiore a 50 metri dalle abitazioni e dai campi coltivati a produzione biologica; l’obbligo di avvisare i confinanti almeno 72 ore prima di ogni trattamento per evitare che i prodotti fitosanitari si depositino sugli abiti stesi o altri oggetti in giardino; l’obbligo di esposizione di cartelli che avvisino del pericolo in seguito ai trattamenti; la regolamentazione per le strade di accesso ai fondi interclusi di almeno 5 metri di sicurezza (anche per quanto riguarda la costruzione di serre agricole) per ogni lato di strada interpoderale, ove tale strada fosse l’unica possibilità per accedere al fondo; l’introduzione di sanzioni severe in caso non siano rispettate tali misure di sicurezza.

Anche il settore vitivinicolo è impegnato nella lotta ai pesticidi: i produttori di vino aderenti a VinNatur hanno da poco riportato una grande vittoria in tal senso. Le analisi eseguite quest’anno sui vini degli associati a VinNatur hanno evidenziato un grande risultato: tutti gli ottanta campioni analizzati sono risultati privi di pesticidi. I produttori sottoposti alle analisi quest’anno sono quelli che sono entrati a far parte dell’associazione negli ultimi cinque anni. E siccome l’unione fa la forza, si spera che una fetta sempre maggiore di persone prenda consapevolezza dell’importanza di tutelare l’agricoltura e quindi l’ambiente. 

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