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Vaticano in festa per i 200 anni della Gendarmeria.

Papa Francesco con il comandante Domenico Giani (foto AFP)

<<Vi ringrazio per questo servizio di due secoli>>: queste le prime parole pronunciate sabato 17 settembre da Papa Francesco in occasione dei festeggiamenti per i duecento anni dalla fondazione della Gendarmeria Vaticana. Questo corpo speciale svolge infatti un’opera preziosa volta ad assicurare l’incolumità del Santo Padre e a garantire la sicurezza all’interno dello Stato del Vaticano. E non solo, perché gli “angeli del Papa” – come vengono chiamati Oltretevere – collaborano anche con le polizie internazionali nell’ambito del contrasto alla criminalità, al riciclaggio di denaro e alla pedofilia. Nel 2008 questo corpo è entrato a far parte dell’Interpol.

<<Il vostro compito – ha proseguito il Papa – è evitare che si facciano le cose brutte, e difendere e promuovere l’onestà. Tante volte è un lavoro malpagato e voi dovete lottare contro le tentazioni di quelli che vogliono comprarvi: sono orgoglioso di sapere che dite di no. La società dello Stato della Città del Vaticano e la Santa Sede, dall’ultimo fino al massimo livello, mi auguro riconoscano il vostro servizio che custodisce e cerca non solo di fare le cose giuste ma di farle con carità, tenerezza, e rischiando la propria vita>>.

Nel corso dell’omelia, Papa Francesco ha poi messo in guardia sui pericoli della furbizia mondana, protesa all’accumulo delle ricchezze e fortemente peccatrice. A questa fa da salvifico contraltare una furbizia corretta, quella cristiana, che sollecita a fare le cose con scaltrezza ma all’insegna dell’onestà. <<E’ quello che dice Gesù – ha chiarito il Papa – quando invita ad essere astuti come i serpenti e semplici come le colombe: mettere insieme queste due dimensioni è una grazia dello Spirito Santo, una grazia che dobbiamo chiedere. L’uomo fedele – ha concluso Papa Francesco – è  un uomo di preghiera, nel duplice senso che prega per gli altri e confida nella preghiera degli altri per lui, per poter condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa. L’uomo fedele può camminare a testa alta>>.

Gli “angeli del Papa” hanno assunto un ruolo prezioso anche nelle zone terremotate, in particolare ad Amatrice, come ha raccontato ai microfoni di Radio Vaticana il direttore dei Servizi di sicurezza e protezione civile dello Stato della Città del Vaticano, Domenico Giani: <<I gendarmi hanno svolto un servizio di controllo del territorio a fianco delle Forze dell’Ordine italiane, soprattutto per prevenire i fenomeni di sciacallaggio, che purtroppo in questi casi si manifestano sempre. I Gendarmi hanno svolto anche un’attività di controllo nell’area dove si stava costruendo la tendopoli>>.

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