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Referendum sulle trivellazioni, l’invito degli ambientalisti: votiamo sì per riappropriarci del nostro mare

Il prossimo 17 aprile gli italiani dovranno pronunciarsi sulle trivellazioni

Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati, tramite referendum, a pronunciarsi sulle attività petrolifere in mare entro le dodici miglia dalla costa per tutta la durata di vita utile del giacimento petrolifero. Nella ridda di affermazioni provenienti dalle diverse fazioni che si fronteggiano in ordine a questa spinosa questione di carattere ambientale, Greenpeace e il Comitato Stop-Trivelle di Piazza Armerina invitano tutti a votare Sì per riappropriarsi del proprio mare.

L’Italia non si trivella: questo lo slogan scelto da Greenpeace per la campagna di sensibilizzazione relativa al referendum del 17 aprile. E grazie al contributo del digital artist Olmo Amato, i volontari dell’associazione ambientalista hanno messo in atto una provocazione: mostrare in 23 città d’Italia gli effetti nefasti delle trivellazioni, attraverso immagini che ritraggono le bellezze del Bel Paese rovinate dal petrolio. <<Le immagini dell’Italia sporcata dal petrolio – spiegano i volontari – sono una provocazione con la quale Greenpeace intende mostrare l’incompatibilità tra la nostra identità e la nostra cultura e la strategia energetica del governo>>.

In campo anche il Comitato Stop-Trivelle di Piazza Armerina, in provincia di Enna. <<Per estrarre poche gocce di petrolio di scarsa qualità – si legge in una nota diffusa dal Comitato siciliano – si mettono in pericolo le nostre coste, la fauna, il turismo, la pesca sostenibile. In caso d’incidente potrebbero riversarsi nel mare grandi quantità di petrolio che danneggerebbe ambiente, animali, piante e turismo. Bucare i fondali – prosegue la nota – non risolverà la nostra dipendenza energetica dall’estero. Come ammette anche il governo, le riserve certe di petrolio nei mari italiani equivalgono a sette-otto settimane di consumi nazionali. Potremmo estrarre gas per soddisfare i consumi per sei mesi. Ne vale la pena? Per scongiurare il quorum – conclude la nota – Renzi ha anticipato la data del voto al 17 aprile, dimezzando i tempi della campagna referendaria e ostacolando il tuo diritto ad informarti. Dimostragli che questi trucchetti non riusciranno a fermare la democrazia. Vota Sì per riappropriarti del tuo mare!>>.

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