
E così, tra una canzone, una maratona e un sorriso, Gianni Morandi ha compiuto ottant’anni. Splendidamente portati, ça va sans dire. L’Italia è in festa per il bel Gian Luigi detto Gianni, nato l’11 dicembre 1944 in quel di Monghidoro, nella provincia bolognese che giusto l’anno prima aveva visto nascere un altro futuro portento musicale: Lucio Dalla, che di Morandi sarà sempre grande amico. Lucio, che continua a essere nominato in casa Morandi, grazie allo splendido gatto dal pelo grigio che porta il nome del grande cantautore bolognese.

Idee chiare, quelle di Gianni Morandi, sin da giovanissimo: l’esordio a soli 13 anni con l’orchestra Scaglioni di Bologna. Nel 1962 il primo disco, dal titolo profetico: Andavo a cento all’ora. E così è stata e continua ad essere la luminosa carriera dell’eterno ragazzo della musica italiana: un viaggio a velocità sostenuta, con migliaia di tappe, successi ma anche salite ardite e intoppi. Tutto affrontato dal Gianni nazionale con il proverbiale sorriso e tutta la simpatia della terra che gli ha dato i natali; e sempre con a fianco il grande amore, Anna Dan, sua prima sostenitrice e alleata. E siccome Gianni Morandi fermo non sa proprio stare, ecco che il 13 dicembre esce il nuovo album, il cui titolo – L’attrazione – rivela ancora una volta la grande passione del cantante per la vita. Gianni vanta pure la capacità di parlare a tutti, superando le barriere generazionali: così questo giovanotto, con le sue meravigliose ottanta primavere, è diventato negli anni un principe dei social dove è seguitissimo da tutte le generazioni e dove ogni giorno posta foto e storie in cui racconta la straordinaria quotidianità di uno che ama la vita. E lo sport: per quei pochi che non lo sapessero, Morandi ha una grande passione per la corsa e, negli anni, ha preso parte a ben tredici maratone, quattro delle quali a New York, oltre a numerose mezze maratone. Se la voce è super, le gambe non sono da meno.
La musica, l’amore, la vita. La generosità (tanti i colleghi da lui aiutati nel momento del bisogno), la fede. Il talento come arte da coltivare con impegno e sacrificio: la vetta come premio per una salita da percorrere con pazienza certosina. Senza fretta ma senza tregua. In mezzo, la capacità di rialzarsi sempre. E’ forse questo, in fondo, il segreto di Gianni Morandi, che in musica ce lo ripete da anni: <<Uno su mille ce la fa, ma come è dura la salita>>. Auguri, ragazzo.
