“Vietato calpestare i sogni”: PizzAut e l’inclusione che sa di buono

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PizzAut 2<<La prima volta vieni per il progetto, ma la seconda torni per la pizza!>>. Parola di Nico Acampora, che un giorno, qualche anno fa, comprende che il termine “inclusione” va riempito di significato attraverso azioni concrete, altrimenti resta una parola come tante, promessa incompiuta tra le righe di un polveroso vocabolario. Così, dopo un’attenta progettazione, nel novembre 2017 nasce l’associazione onlus PizzAut, con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e società civile riguardo al delicato tema dell’occupabilità lavorativa delle persone con sindrome dello spettro autistico. Acampora e gli altri sognatori, inizialmente, realizzano convegni sull’argomento, poi capiscono che è necessario fare un passo ulteriore, il più coraggioso: dimostrare con i fatti che le persone autistiche possono lavorare e farlo pure bene. Zero pietismi, nessuno spazio concesso al paternalismo benevolente a causa del quale, per decenni, queste persone sono state trattate – a volte persino dalle istituzioni – come cittadini di serie b.

Perché a valle ci sia l’inclusione, occorre che a monte ci siano formazione, lavoro, autonomia: tre parole che PizzAut ha riempito di significato giorno dopo giorno, fino a fare di un sogno una realtà e di una difficoltà una (grande) opportunità. E così, dopo tanto impegno e sacrificio, eccolo lì il sogno che diventa realtà: due pizzerie, una a Cassina de’ Pecchi (Milano) e una a Monza, dove lavorano esclusivamente persone con autismo. Tante, anzi tantissime le prenotazioni giornaliere, segno inconfutabile che gli italiani amano molto la pizza (e questa non è una novità) e che l’inclusione è sempre possibile (e questa è una bella opportunità per tutti). Le pizze sono preparate con ingredienti di qualità a filiera corta, l’ambiente è curato e inclusivo, le ragazze e i ragazzi che lavorano qui sono preparati, precisi e sorridenti. Ciascuno di loro, prima dell’immissione in servizio, viene seguito con una formazione personalizzata all’interno di AutAcademy, nel rispetto dei tempi di apprendimento e assecondando le specialità individuali. E in un mondo che troppo spesso corre per andare poi chissà dove, anche la lentezza diventa un ingrediente prezioso.

PizzAut 5Negli anni PizzAut ha potuto contare sul sostegno delle persone comuni e anche di volti noti: tra tutti, Elio e le Storie Tese. Da questo felice incontro, tra l’altro, è nato Autentico, il vino di chi vuole un mondo migliore. PizzAut, in estrema sintesi, dimostra con gioiosa e granitica semplicità alcune cose: che le parole sono belle ma i fatti un po’ di più; che se qualcuno prova a sminuirti e a buttarti in un angolo, sta a te rialzarti e tornare al centro della scena più forte che mai; che l’inclusione, adeguatamente nutrita, può ribaltare qualsiasi stereotipo avvicinando le persone. Come sostiene lo psichiatra Benedetto Saraceno, paladino dei diritti per tutti: <<L’inclusione non è l’apprendimento delle regole degli inclusi da parte degli esclusi, ma è il cambiamento delle regole del gioco>>. PizzAut ha cambiato le regole del gioco e lo ha fatto nel modo più bello (e gustoso) possibile. Chapeau.

<<L’inclusione non è l’apprendimento delle regole degli inclusi da parte degli esclusi, ma è il cambiamento delle regole del gioco>>. 

(Benedetto Saraceno)

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