Addio a Pino D’Angiò, icona geniale e scanzonata dei mitici anni Ottanta

Ha attraversato quattro decenni di musica italiana, sempre con la sua voce roca e quel suo stile scanzonato. Dallo scorso febbraio ci ha restituito quel ritornello: <<Che idea! Ma quale idea, non vedi che lei non ci sta?>>. Pino D’Angiò, icona musicale degli anni ’80, dopo un felice ritorno sulle scene grazie al Festival di Sanremo 2024, ci ha lasciati. E’ morto il 6 luglio Pino, vinto da un tumore che lui ha combattuto con le opportune terapie ma, soprattutto, a suon di musica. La terapia per antonomasia per quelli come lui, con la musica parte integrante di un Dna geniale e sornione quanto basta.

Negli anni ’80 Pino D’Angiò era un’istituzione. Com’è iniziata la sua fortuna in ambito musicale l’ha raccontato lui stesso in un’intervista di poco tempo fa al Corriere della Sera: <<Studiavo Medicina a Firenze. Per mantenermi facevo cabaret al Pozzo di Beatrice, una specie di Derby toscano. Un giorno capita nel locale Ezio Leoni, il produttore di Mina. Dopo lo spettacolo mi lascia il suo biglietto e dice: “Venga a trovarmi a Milano”. Ci andai un anno e mezzo dopo, mi propose di fare un disco: era il 1978, avevo 25 anni… Il 45 giri di È libero, scusi? fu un insuccesso clamoroso, non lo comprò neppure mia madre. Sei mesi dopo, la Rifi Records, la casa discografica di Iva Zanicchi, Franco Simone e Cristiano Malgioglio, mi richiama e mi dice: “Facciamo un disco”. Da lì, con il successo di Ma quale idea, non ci ho capito più niente>>.

Arriva quindi, tumultuoso e inarrestabile, il successo. Ma quale idea, considerato il primo testo rap italiano, deve la sua forza anche alla voce roca di Pino: il brano, datato 1980, travalica i confini del Bel Paese e l’anno successivo rimane al vertice della hit parade spagnola per ben 14 settimane. Segue una carriera lunga e articolata, in cui Pino D’Angiò si afferma anche come autore, doppiatore, attore e produttore musicale. Trova anche il tempo di scrivere un pezzo per la grande Mina: Ma chi è quello lì, canzone ironica che ricalca la dinamica di Ma quale idea, partendo però dal punto di vista femminile. Nel 2001 D’Angiò viene premiato negli Stati Uniti – unico artista italiano – con il Rhythm & Soul Music Award.

Poi, improvviso e fortunato, il ritorno sulle scene: <<È successo in modo del tutto inaspettato… Merito di un dj milanese, Tommiboy, che mi ha dato il tormento… Cercando su Wikipedia il mio vero nome (Giuseppe Chierchia, ndr) ha rintracciato mio figlio Francesco sui social e lo ha implorato di metterci in contatto… Diceva che avremmo dovuto fare degli spettacoli insieme… Io all’inizio non ne volevo sapere, lo prendevo per matto, ma a forza di insistere mi ha convinto e abbiamo fatto una prova. I ragazzini mi amano, mi dicono che parliamo lo stesso linguaggio>>

I Bnkr44, con cui aveva duettato sul palco dell’Ariston facendo assurgere a nuova gloria il brano Ma quale idea, hanno ricordato e ringraziato questo straordinario compagno d’avventura attraverso una storia pubblicata su Instagram: <<Vorremmo prenderci un momento per omaggiare e ricordare una leggenda, un’icona che ha fatto innamorare e ballare tutto il mondo e che ci ha insegnato il valore della vita, dell’umiltà e della spensieratezza. Pino era così, ha riso in faccia al diavolo, è sempre stato un guerriero e ci ha insegnato ad amare la vita. Grazie, fai buon viaggio>>.

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