<<Le mie invenzioni sono per salvare l’umanità, non per distruggerla>>. Lo scorso 25 aprile si sono aperte ufficialmente le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi, l’uomo a cui tutti noi dobbiamo eterna gratitudine. Nato a Bologna il 25 aprile 1874 da Giuseppe, ricco proprietario terriero, e Anne, irlandese figlia di un distillatore di whiskey, Guglielmo si appassiona ben presto alla fisica e, grazie alla conoscenza di un anziano telegrafista, inizia a vagheggiare l’idea di un telegrafo senza fili, basato sull’invio di segnali a distanza tramite le onde elettromagnetiche.
Il suo impegno viene infine premiato ma, come si sa, nemo propheta in patria: le autorità italiane si rifiutano di sostenere il perfezionamento di questa invenzione. Il sostegno negato dall’Italia giunge invece dalla più lungimirante Inghilterra: Guglielmo Marconi si trasferisce a Londra e mette a punto un esperimento per la trasmissione di segnali radio a 14 chilometri di distanza. Il resto è storia. Il 2 luglio 1897 il nome dello scienziato bolognese viene associato al brevetto per la trasmissione telegrafica senza fili, ossia la futura radio. Nel 1909 a Marconi viene assegnato il Premio Nobel per la Fisica.
La forza della preghiera. Sono due i tratti fondamentali di questo straordinario scienziato: l’aver sempre preferito i fatti (e che fatti…!) alle parole e la profonda fede in Dio. Apertamente credente, Marconi pronunciò parole importanti nel maggio 1934, in occasione del primo Congresso della Radio Industria Italiana:<<Sono orgoglioso di essere cristiano. Credo non solo come cristiano, ma anche come scienziato. Come un dispositivo senza fili, nella preghiera lo spirito umano è in grado di inviare onde invisibili per l’eternità, onde che raggiungono il loro obiettivo di fronte a Dio>>.
La sintonia tra fede e scienza. Guglielmo Marconi si soffermò più volte sul suo essere credente e scienziato, non ravvisando alcuna distonia tra queste due identità ma anzi cogliendone la feconda complementarietà. <<La scienza – sosteneva l’inventore della radio – da sola non è in grado di spiegare molte cose, e soprattutto il più grande dei misteri: il mistero della nostra esistenza>>. E ancora: <<Credo che sarebbe una grande tragedia se gli uomini perdessero la loro fede nella preghiera. Senza l’aiuto della preghiera forse avrebbero fallito dove invece sono riusciti. Questo mi ha permesso di raggiungere quello che ho fatto: Dio ha fatto di me un semplice strumento della Sua volontà, per la rivelazione del Suo potere divino>>.
Ciò che ora noi diamo per scontato, si deve all’ingegno e alla lungimiranza di Guglielmo Marconi. Lo scienziato bolognese ha fondato, tra le altre, l’emittente inglese Bbc (British Broadcasting Corporation), L’Unione Radiofonica Italiana (da cui dopo la guerra nacque la Rai) e Radio Vaticana, come ha raccontato la figlia Elettra intervistata dall’Osservatore Romano: <<La Radio Vaticana! Ci teneva moltissimo. E’ stato il periodo più lungo che ha trascorso a Roma, con mia madre e con me piccolina. Seguiva i lavori ogni giorno. Pio XI gli aveva chiesto di costruire questa radio perché poi la voce del Papa sarebbe andata in tutto il mondo. Ha accettato con grande entusiasmo e poi è diventato molto amico, ma già lo era, di Pio XI , anch’egli appassionato di fisica e che voleva essere tenuto al corrente. Ci sono tante fotografie, c’è anche via Guglielmo Marconi in Vaticano dove papà passeggiava. Era molto felice il giorno dell’inaugurazione, quando il Pontefice per la prima volta ha potuto dare la benedizione Urbi et Orbi>>.
Guglielmo Marconi, la radio, la scienza e la fede, la fisica e la preghiera. Un collegamento inscindibile, un filo invisibile eppure potente. Come diceva lo scrittore inglese Martin Farquhar Tupper: <<La preghiera è il nervo sottile che muove il muscolo dell’onnipotenza>>.
