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“Inventaria”: a Roma la festa del teatro indipendente

Indipendenza e sostenibilità: queste le parole d’ordine di Inventaria – la festa del teatro off, l’evento di chiusura della stagione teatrale capitolina connotato dal focus sulla drammaturgia contemporanea e sulla pluralità dei linguaggi ospitati.
Ventuno le proposte in concorso, selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia e dall’estero, per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, alle quali si aggiungono cinque proposte fuori concorso. L’edizione 2018 di Inventaria avrà luogo nei quattro principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio e Teatro Trastevere (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni di concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Demo dedicata agli studi e ai progetti in itinere) e una fuori concorso.

Inventaria cresce sempre più, sono infatti venticinque le date complessive messe a disposizione delle compagnie vincitrici dai teatri partner del Festival: Teatrino Zero e Teatro a l’Avogaria (Veneto), Il Sipario Strappato (Liguria), Camere d’aria (Emilia Romagna), Spazio Teatrale Allincontro (Toscana), Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Matutateatro e Sala RomaTeatri (Lazio), Nastro di Mobius e Teatro Primo (Calabria), Clan Off e Teatro dei Naviganti (Sicilia).

Pietro Dattola, direttore artistico del festival, spiega: <<L’eterogeneità è la cifra di Inventaria, una festa del teatro inclusiva per argomenti e linguaggi: nuovo circo, sperimentazione, teatro civile, teatro danza, riscritture di classici si alternano sui quattro palchi denunciando, interrogando, contemplando, ricordando, proponendo. Con la moltiplicazione degli schermi (e la riduzione degli schemi) di fruizione, decidere di uscire di casa e partecipare a un evento vivo, che inspira ed espira a pochi centimetri da te, diventa sempre più un regalo che si sceglie di fare a se stessi. La fruizione si fa esperienza. La prossimità, comunità. Lo spazio, immaginazione. Questa – conclude Dattola – è la piccola, irripetibile bellezza del teatro off>>. Per conoscere il ricco programma della manifestazione, http://www.dovecomequando.net.
                                                                       

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