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Giovani e lavoro: l’arte orafa di Giovanni Ferrito tra modernità e tradizione

L’attuale rinascita dell’artigianato si fonda sul talento e la determinazione di molti giovani che credono nella forza creativa della manualità. L’orafo designer Giovanni Ferrito è uno di questi talentuosi artigiani, capace di ridare vita e forza all’antica tradizione con un tocco di modernità. Siamo andati a trovarlo nella sua bottega orafa di Randazzo (Catania) per approfondire le mille sfaccettature di un’arte che si tramanda da secoli e che non smette di affascinare. Intervista di Valeria Lentini. (Per ascoltare l’intervista integrale clicca sul link sottostante).

Come hai cominciato a praticare l’antica arte orafa?

Sin da piccolo, ogni volta che mio padre mi portava al mare, prendevo sempre una pietra pomice e la modellavo, con le mani o con qualsiasi cosa trovassi in spiaggia. Da lì la passione per la modellazione in genere. Inoltre, essendo mio padre un bravo disegnatore, ho appreso molto da lui e dal disegno sono passato alla modellazione delle pietre e infine dei metalli preziosi quali l’oro e l’argento.

Non a caso tu ti occupi della creazione dalla a alla zeta, disegnando e poi creando…

Sì, da uno studio approfondito elaboro il disegno in carta, quindi passo alla modellazione in cera, fino al manufatto finale.

Quali sono i tuoi materiali preferiti?

Lavoro molto l’argento, cercando di mettere in risalto il chiaroscuro dei soggetti che realizzo, soprattutto dei visi, delle forme anatomiche, utilizzando anche degli acidi per dare un effetto antico ma nello stesso tempo moderno. Perché al giorno d’oggi bisogna saper creare qualcosa che sia pure tramandato nel futuro.

Quali sono le richieste che ti vengono fatte in genere dai clienti?

Le richieste sono le più bizzarre… dall’anello a forma di toro a quello a forma di sfinge alata, sono tante e molto varie. Il mio lavoro è divertente proprio per questo, è sempre una sfida!

Nella creazione delle tue opere uniche tu ti ispiri anche all’arte…

Sì, mi ispiro all’arte moderna, contemporanea, e soprattutto alla tradizione siciliana. Estrapolo delle idee che cerco poi di convertire in gioiello.

Essere un giovane orafo designer in Italia presenta più pregi o svantaggi?

Io sono di Messina e ho lasciato la città per una realtà più piccola come Randazzo. Il piccolo artigiano secondo me è giusto che stia in certi ambienti: per esempio a Firenze  lo si troverà nel centro storico periferico, e a Genova sarà nei piccoli caruggi… Scappare dalla Sicilia secondo me è perdere in partenza. E’ giusto mantenere le proprie origini e cercare di crederci.

Che cosa auguri a te stesso e ai tuoi colleghi che con coraggio e determinazione portano avanti una qualsiasi arte? 

Io mi auguro soltanto di essere apprezzato, artisticamente e a livello personale. E poi auguro a tutti i colleghi, e ai ragazzi che desiderano cimentarsi nei mestieri di arte e artigianato, di crederci fino in fondo e di continuare a nutrire la passione. Perché soltanto la passione fa andare avanti e fa crescere nuovamente il mestiere dell’artigiano, che si sta veramente perdendo.

 

 

 

 

 

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