Speranza, fratellanza, etica, cura del Creato. Queste sono solo alcune delle parole chiave emerse nel corso dell’incontro dal titolo Raccontare il Giubileo, svoltosi a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, il 5 febbraio. L’evento, orientato all’analisi del mondo della comunicazione nell’anno giubilare, porta la firma di Giornaliste Italiane, associazione volta a promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle donne e alla loro crescita professionale in un contesto di reale parità di genere.
Tanti e autorevoli i relatori: il sindaco Roberto Gualtieri; il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano; il prefetto del Dicastero per la nuova evangelizzazione mons. Rino Fisichella; il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca; il presidente del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco Davide Rondoni; la consigliera di amministrazione Mediaset Gina Nieri. In rappresentanza del mondo del giornalismo c’erano Bruno Vespa, Andrea Tornielli e Lorena Bianchetti, quest’ultima in veste di moderatrice.
<<Nella comunicazione – ha affermato Gualtieri – c’è l’esigenza di un modello di qualità e di etica che non significa voler convincere le persone di quello che si pensa, ma avere un’etica deontologica nel dire la verità e ricercare le fonti delle notizie senza usare queste come mezzi di persuasione e condizionamento. A quaranta giorni dall’apertura della Porta Santa, stiamo cercando come struttura commissariale di far funzionare la macchina, una cornice coerente e funzionale a supporto della Santa Sede, di Papa Francesco e della comunità ecclesiastica. Lo abbiamo fatto anche sui canali social, con i video, per spiegare alla città come i cantieri e i monumenti restaurati fossero importanti e accoglienti per chi arriva ma anche per chi abita a Roma. Quello che più è importate comunicare – ha concluso Gualtieri – non sono solo i risultati dei lavori e dei cantieri che piano piano trasformano la nostra città, ma è soprattutto lo spirito del Giubileo, della speranza, della fratellanza, della pace, della cura dell’ambiente e del creato. Sono valori di cui abbiamo bisogno nel mondo di oggi ed è bello che la comunicazione riesca a raccontarli>>.
<<Non solo è importante raccontare la speranza, ma è ancora più urgente dare dei segni concreti. I media e tutto quello che fa capo alla tecnologia di oggi e alla nuova cultura digitale è fondamentale, ma guardarsi negli occhi è essenziale>>: parole adamantine, nella loro brevità, quelle pronunciate da mons. Fisichella a margine dell’evento. Come a dire: non di sola forma, per quanto elegante, sia costellato il sentiero giubilare; servono sostanza e concretezza. Calarsi nei panni dell’altro, riconoscere che le sorelle e i fratelli attorno a noi sono portatori di luminosità. E, cosa non meno importante, usare le parole anche e soprattutto per indicare la luce a chi sta attraversando un guado fatto di tristezza e mancanza di prospettive. Papa Francesco non si stanca di ripeterlo:<<La speranza è la più umile delle tre virtù teologali, perché rimane nascosta. È una virtù che non delude mai: se tu speri, mai sarai deluso>>.
