Il 1° gennaio, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio, come di consueto Papa Francesco si è affacciato al balcone di piazza San Pietro per pronunciare il primo Angelus del nuovo anno e regalare il primo sorriso luminoso del 2025. E poi quel saluto a cui romani e turisti sono ormai affezionati: <<Cari fratelli e sorelle, buon anno!>>. Questo primo Angelus del 2025 è stato dedicato dal Santo Padre a Maria e alle mamme di tutto il mondo: <<Al neonato Messia, che manifesta la misericordia del Padre, corrisponde il cuore di Maria, la Vergine Madre. Questo cuore è l’orecchio che ha ascoltato l’annuncio dell’Arcangelo; questo cuore è la mano di sposa data a Giuseppe; questo cuore è l’abbraccio che ha avvolto Elisabetta nella sua vecchiaia. Nel cuore di Maria, nostra madre, batte la speranza; batte la speranza della redenzione e della salvezza per ogni creatura. Le mamme! Le mamme hanno sempre a cuore i loro figli. Oggi, in questo primo giorno dell’anno, dedicato alla pace, pensiamo a tutte le mamme che gioiscono in cuor loro, e a tutte le mamme che hanno il cuore pieno di dolore, perché i loro figli sono stati portati via dalla violenza, dalla superbia, dall’odio. Quanto è bella la pace! E quanto è disumana la guerra, che spezza il cuore delle mamme!>>.
Contemplare, in silenzio. Papa Bergoglio ha poi puntato l’accento su quel Dio che si è fatto uomo, scegliendo di nascere nella più umile delle condizioni per dimostrarci che la via della salvezza, pur piccola e stretta, è sicura porta d’accesso all’autentica felicità: <<Riflettiamo su quello che i pastori hanno visto a Betlemme, il bambino, e anche su quello che non hanno visto, cioè il cuore di Maria, che serbava e meditava tutti questi fatti (cfr v. 19). Anzitutto, il bambino Gesù: questo nome ebraico significa “Dio salva”, ed è proprio ciò che farà. Il Signore, infatti, è venuto nel mondo per donarci la sua stessa vita. Pensiamo a questo: tutti gli uomini sono figli, ma nessuno di noi ha scelto di nascere. Dio invece ha scelto di nascere per noi. Dio ha scelto. Gesù è la rivelazione del suo amore eterno, che porta nel mondo la pace. Alla luce di queste riflessioni, ognuno di noi si può domandare: so rimanere in silenzio a contemplare la nascita di Gesù? E cerco di custodire nel cuore questo avvenimento, il suo messaggio di bontà e di salvezza? E io, come posso ricambiare un dono così grande con un gesto gratuito di pace, di perdono, di riconciliazione? Ognuno di noi troverà qualcosa da fare, e questo farà bene. Maria, la Santa Madre di Dio, ci insegni a custodire nel cuore e a testimoniare nel mondo la gioia del Vangelo>>.
L’abbraccio di Roma. Al termine dell’Angelus, Bergoglio ha salutato tutti i presenti con quel fare informale che lo rende da sempre particolarmente amato. Nel primo, assolato giorno dell’anno, i romani e Papa Francesco sono stati protagonisti ancora una volta di un abbraccio vicendevole nel segno dell’armonia universale e con un grande desiderio di pace. E con l’augurio che davvero ogni singola esistenza, in qualunque parte del mondo, possa vedere nuove albe.
