Gettare il cuore oltre l’ostacolo, anche quando questo assume i contorni terribili di un conflitto bellico. Bussare a mille porte, in attesa di una mano generosa pronta infine a dare il supporto sperato. Dietro il progetto imprenditoriale di Wassim El Hage, 38enne libanese, c’è tutta la forza della speranza e della voglia di futuro, nonostante tutto. Wassim, prima di diventare imprenditore, lavorava come fisioterapista a Beirut e si occupava del benessere di ragazzi con disabilità fisiche e psichiche: per loro sognava non solo il recupero delle funzionalità fisiopsichiche ma anche un’attività che potesse vederli protagonisti della propria vita e autonomi, come chiunque altro.
Nel 2016 Wassim raduna le sue competenze, le assomma a una dose massiccia di coraggio, e pone il primo mattoncino di un sogno collettivo: chiede un prestito ai vari istituti di credito del suo Paese. Nessuno, però, glielo concede, almeno fino al 2018, quando a Wassim viene in mente un piccolo escamotage per aggirare quell’embargo finanziario che si frappone tra lui e il suo progetto imprenditoriale. Decide di tornare a bussare alle porte delle banche, questa volta però presentando il progetto non come attività di tipo sociale bensì come una clinica… il prestito arriva e il sogno si fa concreto. Quell’anno apre il primo Caffè Agonista, a Zalka, distretto commerciale situato nell’area suburbana di Beirut.
Agonista non è un bar come gli altri: qui, infatti, lavorano ragazzi con disabilità. La prima dipendente di questa impresa speciale si chiama Maria e ha la sindrome di Down. Tutto sembra andare per il meglio, fino a una serie di intoppi in scala crescente: prima la crisi economica che colpisce il Libano a ottobre 2019, poi nel marzo 2020 fa capolino il Covid; ora, purtroppo, è arrivata anche la guerra. Nel frattempo i bar sono diventati due, entrambi a Beirut: qui lavorano venti giovani nei cui confronti la vita è da sempre in salita, ma che grazie a questa opportunità stanno sperimentando una nuova forma di vita, all’insegna della libertà e dell’autonomia.

Da Beirut a Catania. Nello scorso mese di ottobre, Wassim è stato in Italia: prima a Roma e poi aCatania, al Social Enterprise Open Camp, l’evento internazionale dedicato all’innovazione e all’imprenditoria sociale, promosso da Fondazione Opes-Icef e Consorzio Internazionale Cgm in sinergia con Isola Catania. L’edizione 2024 dell’evento è stata connotata da una sfida ben precisa: guardare oltre e individuare modelli di impresa ed esperienza capaci di osare di più.
L’appello a Papa Francesco. Attraverso le pagine del settimanale Famiglia Cristiana, il fondatore di Agonista tende ancora una volta la sua mano verso il mondo: <<Io e i ragazzi vogliamo lanciare un appello perché la guerra possa finire al più presto; desideriamo essere accolti da Papa Francesco per raccontare la nostra storia e le ragioni per cui non vogliamo tutto questo. Il Libano è un Paese meraviglioso. Nel mio cuore ci sono sempre Gesù e Maria>>. Sulla pagina facebook di Wassim campeggia una frase di Gandhi: <<Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo>>. Lui e i ragazzi di Agonista ci stanno provando, a suon di caffè che sanno di buono in tutti i sensi.
