<<Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione>>. Daniel Pennac ha condensato in una frase l’intima essenza degli amici pelosi: terapeuti infaticabili in grado di tirarci fuori dalle tempeste della vita, sostenitori silenti e caparbi della gioia di vivere. Gioia che, come ogni cane sa istintivamente, risiede nelle cose più semplici della vita, quelle che diamo per scontate e che contengono il semino prezioso dell’allegrezza senza motivo (apparente): una passeggiata, un raggio di sole, il profumo della pioggia e quello del mare (secondi solo a quello delle crocchette), la vicinanza all’umano di riferimento. La lista è lunga, i cani lo sanno. Siamo noi che ce lo dimentichiamo.
Il 26 agosto ricorre la Giornata internazionale del Cane, istituita vent’anni fa grazie all’impegno dell’attivista statunitense Colleen Paige, che proprio in questo giorno adottò il suo primo cane, e alla World Dog Alliance. Sappiamo come funziona: gli animali entrano nelle nostre vite e diventano parte integrante della famiglia, seguendoci passo passo e dimostrando di essere i migliori amici che si possa desiderare. Ecco allora i consigli del veterinario Federico Coccìa rispetto ai viaggi con canuzzi al seguito: <<Si può andare ovunque con i cani: oggi ci sono gli alberghi e i camping che ospitano i cani, li possiamo portare in treno, in aereo e sulla nave… Per quanto riguarda il mal d’auto, c’è un prodotto molto efficace che, somministrato circa un’ora prima, azzera gli effetti del mal d’auto. Insomma, non ci sono scuse per non portarli con noi e non ci sono scuse per abbandonare gli animali: lo abbiamo detto e ripetuto in mille occasioni. Portiamoli con noi in vacanza!>>.
Il tema dell’abbandono, pratica crudele che costituisce un reato, è purtroppo ancora presente ogni estate. Anche quest’anno Roma Capitale ha promosso la campagna antiabbandono, presentata lo scorso 26 giugno nei giardini di Parco San Sisto. In quell’occasione Licia Colò, testimonial della campagna di comunicazione istituzionale, aveva tuonato: <<Basta con le scuse. Chi non vuole capire lo deve capire per forza. Bisogna fare educazione, con le persone più anziane che non hanno sviluppato questa sensibilità è difficile ma far capire ai giovani il valore di un animale si può fare. L’anno scorso ho adottato un cane al canile, mi ha migliorato la vita come non mai ma all’inizio mi ha distrutto la casa. Un cane è come una vitamina, ma bisogna capire che nulla è gratis>>.
Un cane è per sempre, è un impegno che non va preso sottogamba. Però è anche un dono incredibile, in grado di aiutarci a vedere la vita da prospettive nuove e più gratificanti. Un cane è anche un maestro sapiente che, con l’esempio, ci trasmette la lezione più significativa: la destinazione è importante, ma il sentiero che ci conduce ad essa lo è di più. Meglio se costellato di crocchette.
<<I cani sono il nostro legame con il paradiso. Non conoscono il male né la gelosia né la scontentezza. Sedersi su un pendio con un cane in uno splendido pomeriggio è come tornare nel giardino dell’Eden in cui oziare non era noioso: era la pace>>.
(Milan Kundera)
