<<Occorre coraggio per essere buoni, per amare profondamente, per concepire un grande progetto e portarlo a compimento>>. Secondo Francesco Alberoni il coraggio è alla base di tutto. Coraggio, cuore e anche una certa audacia: la comunità educante promossa dal gruppo provinciale Nati per Leggere Enna – Caltanissetta ha bisogno anche di questi ingredienti per realizzarsi compiutamente. “Seminare futuro. Un altro passo verso la comunità educante”: questo il titolo della seconda tappa, svoltasi il 5 maggio al Centro giovanile lasalliano di Regalbuto dopo quella del 13 aprile ad Agira.
A fare gli onori di casa, la referente NpL Regalbuto Graziella Grippaldi: <<Noi volontarie abbiamo scelto di aderire ad un programma nazionale che persone qualificate hanno creato per noi. Nati per Leggere è un programma, non è un’associazione. Dietro a questo programma ci sono l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino. Al centro di tutto c’è il bambino e il suo mondo affettivo. Noi ci occupiamo di relazioni, e relazioni vorremmo creare. Cito a questo proposito il pensiero di Marcella Gianfranceschi, referente provinciale Nati per Leggere Enna e Caltanissetta: “Il nostro obiettivo è creare una comunità che sia alleata del mondo affettivo del bambino. Desideriamo creare una comunità nella comunità”. Ed è per questo che noi, come gruppi Nati per Leggere, abbiamo pensato a questa giornata. Possiamo unire le forze per creare nuove sinergie? Senza nulla togliere al valore dell’azione di ciascuno, ma puntando su ciò che ci accomuna: il benessere, il bene dell’essere. Qui non si tratta di fare – ognuno di noi continuerà a fare quello che ha sempre fatto, nelle proprie associazioni e realtà lavorative – ma qui siamo chiamati a metterci insieme. Insieme fare nuove alleanze a beneficio dei bambini, delle famiglie tutte ma con particolare attenzione a quelle più fragili. Prima di fare comunità, bisogna esserlo. Favorire la crescita di una comunità, e che sia tutta educante, è la nostra massima aspirazione. Il nostro desiderio è raggiungere gli irraggiungibili, i meno fortunati, per dare a tutti le stesse opportunità di crescita e di sviluppo. Il nostro invito è a ritessere una fiducia tra le agenzie educative e tornare a parlare una lingua unica, a beneficio dei più piccoli e non solo>>.
L’armonia contro i narcisismi. Uno dei prerequisiti per costruire una comunità educante è la volontà di interrogarsi per andare oltre e contrastare la deriva educativa, come ha sottolineato Angelo Plumari, presidente della Fondazione Istituto San Giuseppe: <<Di fronte all’emergenza educativa, di cui si parla da vent’anni e che diventa sempre più grave, credo che ci dobbiamo interrogare e dobbiamo cercare di andare oltre alcune realtà che noi sperimentiamo e viviamo. La parte peggiore della nostra realtà è quella che fa più notizia, però sono contrario all’approccio di pancia. Nei nostri paesi c’è tanto positivo. Noi dovremmo cercare di andare al di là dei nostri individualismi, intesi sotto tutti i punti di vista, e raccordare i fili del positivo che abbiamo e che ognuno di noi esprime. Solo se ci mettiamo in rete saremo in grado di far fronte a un’emergenza che ci sta uccidendo. Lì dove facciamo prevalere i veleni, i contrasti, i narcisismi, inevitabilmente desertifichiamo. E siccome noi siamo la comunità educante, noi dobbiamo trasmettere qualcosa di positivo, di nuovo, un senso di maggiore armonia. Oggi l’aggressività, la violenza, le polarizzazioni che abbiamo all’interno di tutti i contesti vanno nella direzione opposta. Se noi ci mettiamo insieme e cerchiamo di stare attorno ai nostri figli, facendoli crescere nel modo più adeguato ed equilibrato, possiamo trasmettere loro un vissuto, una testimonianza che li aiuti ad avere un futuro. Se siamo qui è perché abbiamo una speranza, allora insieme mettiamoci nella diversità andando al di là del nostro naso e del nostro ombelico. Mettiamoci insieme per costruire l’uomo di domani>>.
Monica Li Vigni, coordinatrice di “Un Villaggio per Crescere” a Palermo, ha preliminarmente raccontato com’è iniziato tutto: <<Vedervi così numerosi, oggi, è già un bell’inizio. Il Centro per la Salute del Bambino è un ente del terzo settore nato 25 anni fa, così come Nati per Leggere, e ha come obiettivo principale il sostegno alla genitorialità, il sostegno allo sviluppo del bambino e il lavoro con e sulla rete. Per raggiungere questi obiettivi mettiamo in atto i nostri programmi e progetti: tra i nostri programmi ci sono Nati per Leggere e Nati per la Musica. Uno dei nostri motti è “Se cambiamo l’inizio, cambiamo tutta la storia”: della fascia 0-6, e nello specifico della fascia 0-3, a livello nazionale ci si occupa poco. Perché ci interessano queste due fasce d’età? Perché è lì che si inizia e che veramente possiamo intervenire. Se interveniamo sui bambini, e ancor più sulle famiglie in cui poi quei bambini tornano, e se lavoriamo con le famiglie, allora una speranza di cambiamento – per tutto il mondo e non solo per le piccole realtà – ce l’abbiamo>>.
Early child development. Li Vigni si è soffermata sull’importanza di Nati per Leggere in relazione allo sviluppo dei più piccoli: <<Nati per Leggere è un programma di lettura in famiglia e ha fondamenti scientifici: è tutto basato sulla nurturing care, cioè le cure che nutrono, e l’early child development, cioè lo sviluppo precoce del bambino. Da questi studi è emerso che la lettura in famiglia, cioè tra le braccia di mamma e papà, dei nonni e in generale degli adulti di riferimento – come ben rappresenta il logo che ci è stato regalato da Altan – ha un impatto estremamente positivo su tanti aspetti: la relazione adulto-bambino, lo sviluppo del cervello del bambino>>.
Un Villaggio per Crescere. <<Dall’esperienza di Nati per Leggere – ha proseguito Li Vigni – è nato Un Villaggio per Crescere, un progetto nazionale che ha l’obiettivo di accompagnare il genitore e il bambino nella crescita insieme, sempre con riferimento alla fascia 0-6 anni. In Sicilia ce n’è uno a Palermo e altri due sono a Castelbuono e Cefalù. In questi Villaggi si portano avanti attività molto semplici: lettura, attività sonore, gioco, coltivare un piccolo orto. Tante piccole attività e azioni che possono sembrare banali, ma che nel momento in cui si fanno in famiglia possono influenzare le traiettorie di vita di quella famiglia. Tengo a precisare che il Villaggio non è solo un luogo per famiglie fragili, è un luogo per tutte le famiglie. Quando nasce un bambino, ogni famiglia ha uno scossone, perché non è facile riadattarsi all’interno di un nuovo ruolo; quando si ha la possibilità di trovare degli spazi in cui condividere l’esperienza, ci si sente meno soli e più consapevoli di ciò che si può fare. Ci si sente più forti>>.
L’unione delle competenze e quella degli intenti. Le traiettorie di vita dei bambini e delle famiglie e, di riflesso, quelle dell’intera società. Il coraggio e l’ardimento. I passi della comunità educante continuano. Come recita un proverbio cinese: <<Senza fretta, ma senza tregua>>.
