Il 2 aprile 2005 ci lasciava Papa Giovanni Paolo II, uno dei pontefici più amati di sempre. Nei giorni precedenti piazza San Pietro era divenuta un luogo di attesa, di sosta e soprattutto di vicinanza affettuosa a questo straordinario pontefice nel momento in cui si approssimava la morte, giunta al termine di anni di lotta indomita nei confronti di una malattia che lo aveva fiaccato nel corpo ma non nello spirito.
<<Se sbaglio, mi corrigerete>>. Quando, il 16 ottobre 1978, Karol Wojtyla si affacciò a San Pietro con le braccia spalancate e il sorriso luminoso, tutti capirono che quel giorno la Chiesa iniziava un percorso nuovo, fatto di amore, coraggio e umanità. Il giorno della sua elezione al soglio pontificio, Wojtyla conquistò i cuori dei fedeli con una frase – <<Se sbaglio, mi corrigerete>> – pronunciata per giustificare il suo italiano imperfetto. Una frase semplice solo all’apparenza, in realtà sintesi formidabile di quello che sarebbe stato il suo lungo pontificato.
Wojtyla e i giovani. Il pontificato di Giovanni Paolo II è stato connotato dal dialogo costante e fecondo con i giovani, suoi interlocutori prediletti. Il 20 ottobre 1985, nel corso dell’incontro con i giovani della Sardegna, parlò così: <<Sappiate, dunque, carissimi giovani, “prendere in mano” la vostra vita. Fatelo in nome di quel nucleo interno indistruttibile, che è la vostra libertà personale: un grande e prezioso dono, che Dio vi ha fatto e che Dio stesso rispetta. Quando si tratta delle scelte di fondo, quando – vi ripeto – urgono le decisioni, allora l’iniziativa spetta a voi: tocca a voi muovervi e camminare!>>.
L’anatema contro i mafiosi. Wojtyla è stato un pontefice dotato di grande forza comunicativa, espressa sia tramite le parole che attraverso i gesti. Celebre il suo anatema contro la mafia, pronunciato nella Valle dei Templi di Agrigento il 9 maggio 1993, un anno dopo le stragi mafiose di Capaci e via d’Amelio. Aggrappato saldamente al Crocifisso, Giovanni Paolo II tuonò: <<Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, devono capire che non si permette di uccidere innocenti! Dio ha detto una volta: “Non uccidere”. Non può uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civiltà della vita! Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!>>.
Riassumere la vita e il pontificato di questa figura carismatica è impresa impossibile. Ci limitiamo a ricordare il suo amore per la montagna e le sue “fughe” dal Vaticano per andare a sciare, immergendosi nella silenziosa contemplazione del Creato. Una forma di preghiera anche quella.
«Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come
quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!»
(Giovanni Paolo II)
