“Drive In e la storia della televisione”: Antonio Ricci sale in cattedra alla Sapienza

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Antonio Ricci durante la lezione-evento (foto Ufficio stampa La Sapienza)

Da un lato Antonio Ricci, Enrico Mentana, Victoria Cabello, Barbara Palombelli; dall’altro gli studenti dell’Università La Sapienza. In mezzo, un programma storico come Drive In, il “fratello maggiore” di Striscia la Notizia. Due programmi, un unico padre: Antonio Ricci. Autore televisivo, portatore sano di creatività, perenne spauracchio antropomorfo con un talento innato: smascherare furberie e colpire all’intrasatte a suon di “fuori onda”.

L’occasione per parlare dello storico programma del Biscione è stata la lezione-evento dal titolo “Drive In e la storia della televisione”, moderata da Andrea Minuz e Michele Masneri e promossa dal Dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte e spettacolo della Sapienza.
La lezione, svoltasi il 22 marzo, è stata preceduta da un seminario tenuto da docenti e ricercatori sui temi della storia della tv e del contesto televisivo degli anni ’80.

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Il pubblico intervenuto alla lezione-evento (foto Ufficio stampa La Sapienza)
Drive In, una rivoluzione per i canoni televisivi dei primi anni ’80. Come questo sia stato possibile lo ha chiarito lo stesso Ricci: <<Una rivoluzione di questo tipo si fa non facendosene accorgere… Noi eravamo su Italia 1, una rete all’epoca sconosciuta, e abbiamo fatto questa trasmissione molto in libertà: si parlava di filosofi, di “spetteguless”, e quando ci siamo affermati era troppo tardi per farci tornare indietro. L’arrivo del Drive In è stato uno scossone e prima che si rendessero conto dello scossone è passato un po’ di tempo…Non ci hanno sentito arrivare. La velocità era una tecnica di guerriglia. Se sei veloce, mordi e fuggi. Noi eravamo una piccola realtà, i più deboli del palinsesto televisivo, ma colpivamo e scappavamo. Una tecnica di guerriglia da Viet-Cong che ci permetteva di affrontare, e a volte di abbattere, gli idoli dell’epoca>>. Tanti i personaggi che grazie a questo programma si sono fatti conoscere dal grande pubblico: Enrico Beruschi, Giorgio Faletti, Tinì Cansino, Enzo Braschi, Ezio Greggio, Gianfranco D’Angelo.

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