Catania e Sant’Agata, un amore senza fine

Catania e la sua Santuzza. Un amore che non conosce crisi, capace di attraversare il tempo con la leggerezza di uno sguardo. Quello sguardo adamantino che Sant’Agata posa senza sosta sui catanesi e che questi ultimi corrispondono con intensità e fervore. La festa dedicata alla patrona del capoluogo etneo ha registrato numeri record: un milione le persone desiderose di seguire dal vivo una delle celebrazioni più sentite al mondo. Non a caso la Festa di Sant’Agata rientra nel trittico delle feste religiose più importanti del mondo, insieme alla Settimana Santa di Siviglia e al Corpus Domini di Cuzco, in Perù. Ricco come si conviene il programma delle celebrazioni: dalla Carrozza del Senato con l’offerta della cera alla Sera del Tre, con fuochi e concerto in piazza Duomo, dalla Messa dell’Aurora alla Salita dei Cappuccini, l’elenco dei riti è lungo e corposo.

Nei giorni della festa c’è stato spazio anche per numerosi eventi collaterali: tra questi, una conferenza dedicata allo speciale legame tra Sant’Agata e Padre Pino Puglisi. Alla conferenza, ospitata all’interno del Museo Diocesano catanese, hanno preso parte il sindaco Enrico Trantino, il cardinale Paolo Romeo, l’arcivescovo di Catania Luigi Renna, l’arcivescovo emerito Salvatore Gristina,  il teologo Mario Torcivia, il magistrato Nunzio Sarpietro. Il coraggio di dire no alla violenza e alla prevaricazione accomuna le due figure sante siciliane, come ha chiarito il sindaco Trantino: <<L’incontro a Catania dedicato a ‘Padre Puglisi e Sant’Agata’, proprio nei giorni delle festività agatine, ha avuto il merito, anche grazie alla levatura dei relatori, non solo di svelare aspetti poco conosciuti dello straordinario uomo e sacerdote,  ma anche di farne emergere lo speciale legame con la nostra Patrona. Entrambi sono stati martirizzati per aver creduto nel diritto di non sottostare all’arroganza e alla malvagità dei violenti>>.

Sempre al Museo Diocesano sarà visitabile fino al 12 febbraio la mostra dal titolo “La festa POPolare di Sant’Agata“: gli studenti di dieci istituti scolastici della città hanno reinterpretato in chiave pop l’iconografia classica e la festa dedicata alla Patrona di Catania. L’esposizione è promossa e organizzata  dall’assessorato all’Istruzione in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata della Città di Catania. Le attività rivolte agli studenti hanno previsto lo studio e l’approfondimento dell’iconografia classica della festa più amata dai catanesi in funzione di una rivisitazione ispirata al movimento artistico popolare e ad autori quali Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Il progetto è coordinato da Elena Granata, responsabile delle attività parascolastiche, pari opportunità e politiche giovanili. Questi gli istituti scolastici coinvolti: Brancati, Coppola, De Roberto, Diaz-Manzoni, Malerba, Parini, Petrarca, Rapisardi, Verga, Vittorino Da Feltre.
Secondo la tradizione, Agata sarebbe nata in una casa di via Immacolata a San Giovanni Galermo, popoloso quartiere catanese: proprio qui si è svolta una sentita processione a cui hanno preso parte cittadini e rappresentanti dell’associazionismo religioso e laico.  In questa occasione Sebastiano Anastasi, presidente del consiglio comunale, ha dichiarato: <<Il quartiere di San Giovanni Galermo, dove sarebbe nata la martire catanese Agata, in questi giorni più che mai diventa simbolo di tutte le periferie catanesi, le zone più disagiate della città, su cui è obbligo per noi amministratori rivolgere sempre di più la nostra attenzione>>. A Catania tutto parla di Agata e la Santuzza, amorevole come sempre, continua a volgere il suo sguardo splendido come un diamante alla città e alle vite dei suoi abitanti. Vite colorate e signorili, travagliate e coraggiose. Vite a volte in perenne salita. Vite  devote sempre. Viva Sant’Agata.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.