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Il dress code di Capodanno: quattro stili irresistibili

Maxi abito Gucci Resort 2016

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Il 31 dicembre è uno spartiacque dal forte valore simbolico tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere: ecco perché da sempre l’ultima sera dell’anno ci spinge ad osare un look inedito e il più possibile scintillante. Come se l’abito giusto fosse l’ideale punto di partenza per una vita in linea con i nostri desideri più autentici.

Ecco allora qualche consiglio per trascorrere la notte di San Silvestro in modo gioioso ed elegante. Se amate il Giappone, potete stupire amici e parenti con lo stile orientale, indossando un prezioso abito-kimono senza maniche in raso rosso, con decori floreali di perline e paillettes e uno spacco audace quanto basta. E per non iniziare il 2016 con un principio di congelamento, meglio abbinare questo abito ad un bolero rosso in pelliccia rigorosamente ecologica. A completare questo oufit un paio di sandali in suède con tacco alto.

Se volete inaugurare l’anno nuovo incarnando la primavera, lo stile fanciulla in fiore è quello che fa per voi: abito lungo, boho chic, dalla consistenza delicata, quasi impalpabile. Capelli sciolti, con riga in mezzo: per evitare lo stile Morticia Addams, adornatevi il capo con una coroncina di fiori dal colore delicato. Le scarpe adatte sono le ballerine e i sandali di ispirazione etnica, oppure stivaletti alla caviglia. Attenzione all’abbinamento dei colori, meglio optare per una elegante omogeneità cromatica: il passo da fanciulla in fiore a sosia di Arlecchino può essere drammaticamente breve.

Lo stile pigiama party è adatto alle donne anticonformiste, originali e pigre quanto basta: presentatevi alla festa di Capodanno con un bel pigiama oro e argento, una vestaglia al posto del cappotto e sandali rasoterra. Questo look, mutuato dallo street-style, in passerella ha raccolto molti consensi. Se non vi chiudono la porta in faccia è fatta: diventerete un’icona di stile in grado di fare impallidire Twiggy.

Last but not least, ecco lo stile surreale. Vi ritenete  un’opera d’arte? Beh, dimostratelo indossando un abito che riproduce un’opera dadaista. E se qualche seccatore osa importunarvi con la scusa di approfondire la storia dell’arte, rispondete: <<Dada means nothing>>, quindi girate i tacchi e tanti saluti. A proposito di scarpe, un abito stravagante vuole una zeppa: alta e originale. E ricordate l’insegnamento di Coco Chanel: <<Prima di uscire, guardati allo specchio e levati qualcosa>>. Less is more. E buon 2016 a tutte!

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